Tra i primi album di Fabrizio De André ci sono alcuni titoli che lasciano l'idea della raccolta: Volume I, Volume III e Volume 8. Ma in particolare questo album intitolato Canzoni ai più suggerisce una raccolta di pezzi già pubblicati. In realtà si tratta perlopiù di inediti e di traduzioni, anche se bisogna precisare che rispetto alla migliore produzione di De André in questo caso si tratta proprio di canzoni "sparpagliate" e non di concept album come i bellissimi "Non Al Denaro Non All'amore Nè Al Cielo", "Storia di un impiegato", "La Buona Novella", "Creuza De Ma".
Il livello è comunque molto elevato. Il disco si apre con una stupenda traduzione di un classico Dylaniano (Desolation Row) che italianizzato da Fabrizio (con l'aiuto di un altro grande della musica italiana: Francesco De Gregori) diventa "Via della Povertà". Via della povertà che ricuce un filo logico con il precedente (di 3 anni) "Non Al Denaro Non All'amore Nè Al Cielo" e che, secondo me, ne é il sunto musicato.
Ognuna delle 11 canzoni é comunque una storia da ascoltare. Quello che a me colpisce e come spesso queste storie tragiche siano accompagnate da musiche lievi o addirittura allegre che in un primo momento ti distraggono dal capire il significato profondo di queste frasi. Ma é un disco da ascoltare 1000 volte e quindi la percezione cambierà e si radicherà.
Non sono solito segnalare una canzone in particolare, però "La canzone dell'amore perduto" si erge su tutte per la sua bellezza.
Ecco la tracklist dell'album Canzoni di Fabrizio De André:
- Via della povertà
- Le passanti
- Fila la lana
- La ballata dell'amore cieco
- Suzanne
- Morire per delle idee
- La canzone dell'amore perduto
- La città vecchia
- Giovanna d'Arco
- Delitto di paese
- Valzer per un amore
E infine la traduzione di desolation road, di Bob Dylan:
VIA DELLA POVERTA' (desolation road)
(F.De Andrè - F.De Gregori - trad. da B.Dylan )
Il Salone di bellezza in fondo al vicolo
è affollatissimo di marinai
prova a chiedere a uno che ore sono
e ti risponderà "Non l'ho saputo mai".
Le cartoline dell'impiccagione
sono in vendita a cento lire l'una
il commissario cieco dietro la stazione
per un indizio ti legge la sfortuna
e le forze dell'ordine irrequiete
cercano qualcosa che non va
mentre io e la mia signora
ci affacciamo stasera
su via della Povertà
Cenerentola sembra così facile
ogni volta che sorride ti cattura
ricorda proprio Bette Davis
con le mani appoggiate alla cintura.
Arriva Romeo trafelato e le grida
"Il mio amore sei tu"
ma qualcuno gli dice di andar via
e di non riprovarci più
e l'unico suono che rimane
quando l'ambulanza se ne va
è Cenerentola che spazza la strada
in via della Povertà
Mentre l'alba sta uccidendo la luna
e le stelle si son quasi nascoste
la signora che legge la fortuna
se n'è andata in compagnia dell'oste.
Ad eccezione di Abele e di Caino
tutti quanti sono andati a far l'amore
aspettando che venga la pioggia
ad annacquare la gioia ed il dolore
e il Buon Samaritano
sta affilando la sua pietà
se ne andrà al Carnevale stasera
in via della Povertà
I tre Re Magi sono disperati
Gesù Bambino è diventato vecchio
e Mister Hyde piange sconcertato
vedendo Jeckyll che ride nello specchio.
Ofelia è dietro la finestra
mai nessuno le ha detto ceh è bella
a soli 22 anni è già una vecchia zitella
la sua morte sarà molto romantica
trasformandosi in oro se ne andrà
per adesso cammina avanti e indietro
in via della Povertà
Einstein travestito da ubriacone
ha nascosto i suoi appunti in un baule
è passato di qui un'ora fa
diretto verso l'ultima Thule,
sembrava così timido e impaurito
quando ha chiesto di fermarsi un po' qui
ma poi ha cominciato a fumare
e a recitare l' A B C
e a vederlo tu non lo diresti mai
ma era famoso qualche tempo fa
per suonare il violino elettrico
in via della Povertà
Ci si prepara per la grande festa
c'è qualcuno che comincia ad aver sete
il fantasma dell'opera,
si è vestito in abiti da prete,
sta ingozzando a viva forza Casanova
per punirlo della sua sensualità
lo ucciderà parlandogli d'amore
dopo averlo avvelenato di pietà
e mentre il fantasma grida
tre ragazze si sono spogliate già
Casanova sta per essere violentato
in via della Povertà
E bravo Nettuno mattachione
il Titanic sta affondando nell'aurora
nelle scialuppe i posti letto
sono tutti occupati
e il capitano grida "Ce ne stanno ancora",
ed Ezra Pound e Thomas Eliot
fanno a pugni nella torre di comando
i suonatori di calipso ridono di loro
mentre il cielo si sta allontanando
e affacciati alle loro finestre nel mare
tutti pescano mimose e lillà
e nessuno deve più preoccuparsi
di via della Povertà
A mezzanotte in punto i poliziotti
fanno il loro solito lavoro
metton le manette intorno ai polsi
a quelli che ne sanno più di loro,
i prigionieri vengon trascinati
su un calvario improvvisato lì vicino
e il caporale Adolfo li ha avvisati
che passeranno tutti dal camino
e il vento ride forte e nessuno riuscirà
a ingannare il suo destino
in via della Povertà
La tua lettera l'ho avuta proprio ieri
ma racconti tutto quel che fai
ma non essere ridicola
non chiedermi "Come stai",
questa gente di cui mi vai parlando
è gente come tutti noi
non mi sembra che siano mostri
non mi sembra che siano eroi
e non mandarmi ancora tue notizie
nessuno ti risponderà
se insisti a spedirmi le tue lettere
da via della Povertà.